Gli ultimi dati Istat, diffusi ampiamente da Unioncamere, relativi alle imprese italiane guidate da imprenditrici, segnalano una percentuale del 22%, pari a 1,3 milioni sul totale delle imprese italiane all’attivo, che sono circa 5 milioni. I dati dell’Italia battono la media europea delle aziende di cui solo un terzo è fondato da donne.
Dell’occupazione femminile si parla spesso, le quote rosa entrano nella politica e nelle istituzioni come un dovere da sbandierare, ma la realtà sociale è del tutto diversa. Anche se i dati ufficiali risultano in crescita, per una donna la realizzazione della propria attività imprenditoriale è ancora un’impresa complessa. Si lotta contro le convenzioni, i falsi cliché e i ruoli sociali. Difficili da abbattere le attese che gravano sul sesso femminile e così se si esce dagli schemi si è immancabilmente “originali”, “coraggiose”, “da realizzare”.
Ti Traduco ha superato tutti gli obiettivi …
Nel 2008 la dottoressa Parente, inseguendo i suoi progetti giornalistici, avvia la collaborazione con l’ufficio estero di una scuola di lingue internazionale, a Rimini. Nasce così l’idea di unire la preparazione umanistica e l’esperienza nelle lingue derivata dalla propria vita personale. Con l’aiuto di una collega entusiasta, fonda, nel 2009, l’azienda Ti Traduco di Giorgia Mercedes Parente, assumendo subito personale femminile. Da lì cresce la passione per la collaborazione con le donne che le permette di garantire un’impronta di gentilezza, gusto e puntualità nel lavoro. Le collaborazioni femminili nell’ambito della traduzione eccellono per precisione, rispetto delle consegne e flessibilità negli accordi commerciali. Su queste basi nasce anche la nuova sede di Bologna nel 2012 dove già inizia a collaborare Maria Letizia Fanello, futura socia di Ti Traduco Roma srl che sarà istituita nel 2016.
Il gruppo Ti Traduco è sempre in crescita grazie a un team di impiegate, traduttrici e interpreti che ha mostrato lealtà, solidarietà e volontà di crescita. Queste caratteristiche erroneamente sminuite nelle attività femminili sono state proprio il punto di forza su cui Giorgia Parente ha scommesso. L’idea che la tecnologia, la vita di azienda e il rigore dell’impegno non coincidesse con le inclinazioni di uno staff di donne non ha mai frenato gli entusiasmi all’interno di questa agenzia di traduzioni. Se ancora c’è chi si rivolge alle nostre laureate definendole “ragazze”, ciò non vale a svilire di un minimo l’atteggiamento professionale e la dedizione che le figure professionali del gruppo riescono sempre a dimostrare. I rapporti lavorativi con l’ambito maschile restano prevalenti e a quel punto l’incontro è vincente. Offrire una visione del tutto speciale in ambito imprenditoriale è un valore aggiunto.
I traduttori e interpreti che collaborano con la nostra agenzia riconoscono queste prerogative e sono consapevoli che si tratta di un ambito dove le donne si mostrano più abili, eppure la tendenza a usare anche nel settore il termine “traduttore” o “interprete”, al maschile, sembra dare una garanzia di professionalità. È qui che ribadiamo la difficolta nel modificare le abitudini mentali. Prima di tutti noi, imprenditrici e traduttrici laureate, dovremmo usare l’accezione femminile senza remore. La paura di essere ridondanti ci riporta spesso all’uso comune, ma per Ti Traduco l’essere donna è un vantaggio e un vanto.



